Sulla passione e l’ambizione (considerazioni personali)

Senza nulla a pretendere, Võ Đường Thiên Mụ e OneTV sono solo due piccole realtà locali, ma non per questo da ignorare.
Un’associazione sportiva che non ha nemmeno un anno di vita e conta già un discreto numero di allievi, ben 4 corsi differenti (e forse un quinto a settembre), allievi e istruttori motivati e grandi progetti.
Una TV locale nata dalla passione e dall’ambizione di pochi cittadini, che investe e si impegna da tempo per ridare lustro a una città che, dopo anni di malagestione, ha il grande desiderio di tornare in campo.

Cittadini, garbagnatesi, poche persone che amano la propria città e lavorano per realizzare i sogni: è una parabola di pochi per molti, lo specchio di una realtà che si replica in molti luoghi dove la vita è difficile e le opportunità ridotte all’osso.
Non dite che non ha valore. Võ Đường Thiên Mụ non è la FIJLKAM così come OneTv non è Mediaset, potete sorridere per la nostra piccolezza, ma vi ricordo che le grandi realtà sono sempre nate dal basso e solo lavorando con passione e ambizione sono diventate ciò che sono.
Senza illusioni ma con le maniche ben rimboccate abbiamo intrapreso un percorso. Per la nostra città, vero, ma soprattutto per noi stessi; lavoratori, padri e madri con sogni nel cassetto e mani pronte a realizzarli.
Il buonsenso pone dei limiti, così che la passione sia motivata a superarli.

Fabrizio

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100 !

Articolo a cura del Maestro Matteo Foglia

Ragazzi questa volta abbiamo fatto… cento!
Cento spesso è un numero per identificare qualcosa di completo, il cento per cento, il concetto di tutto di pieno, di finito… beh no, non ancora almeno.
Siamo al cento sì, ma a cento giorni di vita della nostra associazione. Mi sembra questa una buona occasione per celebrare con un articolo, che racconti come abbiamo vissuto questi cento giorni, le cose che abbiamo fatto e perché no, dove intendiamo arrivare nei prossimi cento giorni.
Se in un viaggio non è importante la meta, dicono, ma è importante la strada che si fa per giungervi è necessario che si lasci sempre un segno delle esperienze che si fanno. Se la fine del viaggio è solo la somma della fermate intermedie allora è di quelle che bisogna tenere memoria.

Ottobre 5, mercoledì alle ore 20.00. Inizia qui la nostra avventura. Costituita l’associazione Võ Đường Thiên Mụ giusto il giorno prima, in qualità di Maestro presento la nuova realtà, frutto della divisione appena successa. Il nome della scuola, difficile da pronunciare e di significato al momento incomprensibile per gli allievi e il nuovo simbolo, con la sua spiegazione a metà tra la mia esperienza personale e il significato simbolico che gli ho voluto imprimere creandolo.
Da quella data un susseguirsi di eventi, il cambio di palestra, lo stage del 30 ottobre, primo in assoluto con la partecipazione di amici di un’altra scuola. Gli allenamenti particolari di ottobre, novembre e dicembre in cui abbiamo avuto esperienza di altre discipline diverse dalla nostra. Lo stage di armi di dicembre e la classica, ma nel nostro caso completamente nuova, cena di Natale il 21 dicembre in cui in 24 abbiamo cenato vestendo le nuove felpe con il nostro stemma.

Oggi 9 gennaio 2017 abbiamo fatto cento.
Personalmente devo dire di aver profuso un impegno non indifferente. Dal momento in cui, di fatto, siamo rimasti senza una sede per gli allenamenti, la mia prima preoccupazione è stata di trovare un posto dove far allenare i miei allievi, non era questione di riaprire o non riaprire il corso, continuare o smettere di insegnare, tutto questo veniva dopo. La preoccupazione era quella di voler dimostrare ai miei allievi che la loro fiducia era ben riposta. L’allenamento tecnico, la tecnica in se, le conoscenze in campo marziale sono senza dubbio importanti ma vengono tutte dopo il legame di fiducia che si crea tra allievo e il suo Maestro.
Non è stato un momento facile, ma sentirmi spronato dai miei allievi che in qualunque caso sarebbero stati al mio fianco mi ha dato una forza tale da riuscire a fare quello che oggi è visibile a tutti. Non di meno devo ringraziarli anche per essersi impegnati in prima persona nel cercare delle possibili sale dove allenarsi e per l’aiuto nel riorganizzare il corso.
Domani è un altro giorno, sì. Un altro giorno in cui continuare con lo stesso impegno, magari di più, la strada intrapreso fino adesso.
Ci aspettano nelle prossime due settimane ben cinque appuntamenti assolutamente nuovi ed importanti. Stiamo infatti per dare vita a ben tre nuovi corsi che si vanno ad aggiungere a quello del Kung Fu di cui mercoledì faremo la prima serata di presentazione aperta al pubblico.
Ad essa seguiranno poi le serate aperte di presentazione dei nuovi corsi di Combattimento MSF, di Tai Chi e di Difesa Personale la prossima settimana.
Ma l’evento che maggiormente celebra questo momento sarà domenica 15 gennaio quando avrà luogo uno il primo stage inter stile promosso dalla nostra Associazione a titolo completamente gratuito ed aperto a tutti i praticanti che avranno la voglia di passare una mattinata di condivisione di fatica e sudore, in pieno stile marziale.
Sono particolarmente fiero di questa giornata perché ho avuto un buon ritorno in termini di gradimento da parte di Maestri di altre scuole che hanno deciso di partecipare. Una speciale soddisfazione, dove dire, che Maestri con maggiore esperienza della mia e con delle scuole, senza dubbio, più grandi e numerose della mia abbiano deciso di condividere con me questo evento.
Forse ciò sta a significare che Võ Đường Thiên Mụ è una realtà piccola ma di grande energia, la stessa energia che spinge me a voler continuare per renderla sempre più grande.
Un ringraziamento doveroso a tutti i miei allievi passati e presenti che da dieci anni fa ad oggi, mi hanno aiutato a crescere e a far crescere il gruppo che oggi si identifica nella mia scuola.
Võ Đường Thiên Mụ ai prossimi 100.

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Maestro Matteo Foglia

5 ottobre 2016

Se c’è una cosa alla quale in quarantadue anni mi sono abituato è il cambiamento. La vita, in fondo, è essa stessa cambiamento, più che esserne semplicemente soggetta, poiché nascita, crescita ed evoluzione la contraddistinguono.
Un’altra cosa che ho imparato in merito al cambiamento, è che quasi sempre è preceduto da un trauma. O una rottura.
A pensarci bene è fisiologico, per cambiare dobbiamo in qualche modo rompere col passato e la rottura in sé porta il dolore dell’abbandono, di una ferita o, addirittura, di una morte, anche simbolica. Come il bruco che diventa farfalla.

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa in merito a quanto accaduto il 5 ottobre 2016, una sorta di reportage, sincero ed emotivo, della presentazione ufficiale della nostra associazione.
Il punto è che non potevo essere pienamente sincero senza questo preambolo, perché sebbene non sia mia intenzione raccontare cosa ci ha portato alla nuova associazione (non ora, almeno), mi sembrava giusto far presente ai nuovi arrivati che anche noi abbiamo subito una ferita, prima di cambiare.
Ma è del 5 ottobre 2016 che sono stato chiamato a discorrere e così farò.

In un panorama, quello delle arti marziali, saturo di stili, maestri, associazioni grandi e piccole la nostra realtà è poca cosa e non abbiamo certo la pretesa di cambiare il mondo, né lo promettiamo. Pratico da quando avevo diciassette anni e ho assistito a tante presentazioni, discorsi e anatemi, ma l’emozione che ho provato mercoledì è stata tale da farmi dimenticare di scattare una qualsiasi fotografia. Esatto, forse uno dei momenti più importanti della mia vita rimarrà per sempre solo un ricordo nel cervello di venti persone, sedute su un tatami davanti alla proiezione del nuovo stemma, incuriositi dalle parole del Maestro Foglia che pur non essendo un grande oratore ci ha rapiti. Il carisma? No, i contenuti, perché quelli ci hanno esaltato.
Questo stemma, questa associazione, questo progetto meritano una disquisizione che presto faremo, ma il punto focale è che alle ore 21:30 del 5 ottobre 2016 venti persone hanno applaudito col cuore, tra loro nuovi elementi che ignorano quante ferite abbiamo subito per arrivarci, ma tra gli ‘anziani’, soprattutto quelli più di me, è serpeggiata una grande emozione.

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa in merito a quanto accaduto il 5 ottobre 2016, potevo farvi una cronaca ma alla fine non vi ho detto nulla, se non che è nata una nuova, piccola realtà, costituita sulla passione per le arti marziali, l’amicizia e la fiducia reciproca.
E non è poco.

Fabrizio (socio fondatore)

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