Alle stelle attraverso aspri sentieri

Per aspera ad astra, recita una famosa frase Latina (riconducibile a Cicerone). Possiamo tradurla, in forma estesa col significato che la via che porta alle cose alte è piena di ostacoli.
Come nasce questa frase? Forse dalla mitologia greca, dove gli eroi, alla loro morte, venivano portati sull’Olimpo. Eroi che per dirsi tali avrebbero dovuto compiere una lunga serie di ardue imprese, come fece Ercole.
Qui nessuno di noi può dirsi ‘eroe’, però il cammino per l’Olimpo è stato intrapreso, non senza difficoltà, da ormai un anno. Accadde infatti il 4 ottobre 2016 che un piccolo gruppo di atleti decise di imbarcarsi in un’impresa che di eroico ha poco ma non è stata facile da tentare: fondare questa associazione sportiva, Võ Đường Thiên Mụ.
Un anno è davvero poco in termini di vita umana, eppure può essere denso di eventi, impegni, fatica e anche dolore. Un anno può avere avvicinato persone, allontanato altre, possono esservi nati litigi e incomprensioni. In un anno si può gioire, se non addirittura esultare, scoraggiarsi e sfiorare il sentimento della sconfitta, magari a distanza di un giorno dall’altro. In un anno possono nascere amicizie, in un anno possono spuntare nuovi nemici o alimentare l’odio dei vecchi; taluni si battono, contro altri si perdono battaglie, un ciclo in cui vittoria e sconfitta si alternano e possono minare la fiducia in un progetto.
Tuttavia…

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa per celebrare un anno di attività, ma da che ho iniziato a buttar giù parole, una sola continua a venirmi in mente e ora la scrivo: resilienza.
Resilienza fu la prima parola a cui dedicai un pensiero, allora, in quanto era pregna non tanto di un significato importante fine a se stesso, ma perché rappresentava in toto ciò che stavamo vivendo.
Resilienza, ovvero la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Non sappiamo se sia una dote innata o si acquisisca in determinate condizioni, ma è grazie a essa se abbiamo superato lo sconforto iniziale e siamo andati avanti; ci è stata utile durante quest’anno di organizzazione, davanti agli intoppi (taluni anche gravi), in mezzo ai litigi che rischiavano di separarci, ai problemi di salute e famigliari.
Avremmo potuto mollare in qualsiasi momento, perché siamo persone diverse con caratteri e opinioni differenti, anche divergenti. Perché, quindi, fin’ora non è avvenuto?
Perché c’era un obbiettivo comune.
Può esserci disaccordo, contrasto, idealismo diverso, ma c’è sempre stato lo stesso punto di arrivo. Stava là, davanti a noi, lontano, sembrava irraggiungibile ma ci chiamava dicendoci che voleva essere raggiunto.
Non lo abbiamo ancora fatto, sta ancora in fondo alla via ad aspettarci, però oggi finalmente lo vediamo, e lui vede noi. La distanza da percorrere è ancora molta, come ho detto un anno non è nulla nella vita di un uomo, ma non abbiamo mai pensato che sarebbe stato facile.

Oggi ciò che siamo e cosa facciamo ci è chiaro, così come ciò che vogliamo essere e fare domani. Il tempo delle parole e dei proclami è terminato, siamo su una strada che solo le nostre mani possono terminare.

Compleanno Associazione

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