5 ottobre 2016

Se c’è una cosa alla quale in quarantadue anni mi sono abituato è il cambiamento. La vita, in fondo, è essa stessa cambiamento, più che esserne semplicemente soggetta, poiché nascita, crescita ed evoluzione la contraddistinguono.
Un’altra cosa che ho imparato in merito al cambiamento, è che quasi sempre è preceduto da un trauma. O una rottura.
A pensarci bene è fisiologico, per cambiare dobbiamo in qualche modo rompere col passato e la rottura in sé porta il dolore dell’abbandono, di una ferita o, addirittura, di una morte, anche simbolica. Come il bruco che diventa farfalla.

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa in merito a quanto accaduto il 5 ottobre 2016, una sorta di reportage, sincero ed emotivo, della presentazione ufficiale della nostra associazione.
Il punto è che non potevo essere pienamente sincero senza questo preambolo, perché sebbene non sia mia intenzione raccontare cosa ci ha portato alla nuova associazione (non ora, almeno), mi sembrava giusto far presente ai nuovi arrivati che anche noi abbiamo subito una ferita, prima di cambiare.
Ma è del 5 ottobre 2016 che sono stato chiamato a discorrere e così farò.

In un panorama, quello delle arti marziali, saturo di stili, maestri, associazioni grandi e piccole la nostra realtà è poca cosa e non abbiamo certo la pretesa di cambiare il mondo, né lo promettiamo. Pratico da quando avevo diciassette anni e ho assistito a tante presentazioni, discorsi e anatemi, ma l’emozione che ho provato mercoledì è stata tale da farmi dimenticare di scattare una qualsiasi fotografia. Esatto, forse uno dei momenti più importanti della mia vita rimarrà per sempre solo un ricordo nel cervello di venti persone, sedute su un tatami davanti alla proiezione del nuovo stemma, incuriositi dalle parole del Maestro Foglia che pur non essendo un grande oratore ci ha rapiti. Il carisma? No, i contenuti, perché quelli ci hanno esaltato.
Questo stemma, questa associazione, questo progetto meritano una disquisizione che presto faremo, ma il punto focale è che alle ore 21:30 del 5 ottobre 2016 venti persone hanno applaudito col cuore, tra loro nuovi elementi che ignorano quante ferite abbiamo subito per arrivarci, ma tra gli ‘anziani’, soprattutto quelli più di me, è serpeggiata una grande emozione.

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa in merito a quanto accaduto il 5 ottobre 2016, potevo farvi una cronaca ma alla fine non vi ho detto nulla, se non che è nata una nuova, piccola realtà, costituita sulla passione per le arti marziali, l’amicizia e la fiducia reciproca.
E non è poco.

Fabrizio (socio fondatore)

road

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